Sanità

Bilancio e richieste al Governo nazionale della CISL Medici

Bilancio e richieste al Governo nazionale della CISL Medici
Bilancio e richieste al Governo nazionale della CISL Medici

Il Quotidiano sanità.it ha interpellato i sindacati medici per tracciare un bilancio degli ultimi Governi nazionali, ma anche per veicolare le richiesta delle categorie alla politica in vista del 4 marzo.

Riportiamo, a partire da quelle fornite da Biagio Papotto, segretario generale Cisl Medici, le risposte espresse dai massimi esponenti nazionali alle domande poste:

Quale bilancio per la sanità? Mi saprebbe indicare tre cose buone e tre cattive?

Cose positive? Come professionisti della sanità, attenti alla salute dei cittadini, indichiamo in primis il mantenimento dei LEA, anche se è grande la preoccupazione per l’insufficienza dei fondi a disposizione delle regioni per garantire un livello accettabile. Un secondo aspetto – al di là di convinzioni individuali spesso cavalcate strumentalmente dalle forze politiche – è la recente legislazione per la vaccinazione obbligatoria. Uno stato intelligente è uno stato sano. La terza eredità positiva della legislatura – e anche qui parliamo senza voler analizzare le libertà individuali di scelta – è la legge sul testamento biologico, opzione ormai non più rinviabile, stanti le mutate condizioni sociali e culturali.

Aspetti negativi (ce ne consenta almeno 4): a) Il mancato aumento del finanziamento per il SSN, ormai da anni ridotto a livelli indegni di un Paese “civile”; b) Un contratto di lavoro per la dirigenza medico-veterinaria che è assente da ormai oltre 10 anni; c) Manca uno standard di personale che tenga conto del livello nazionale. Siamo alla “regionalizzazione” della sanità, pubblica e privata-accreditata; d) Il mancato compimento della l. Gelli (la depenalizzazione dell’atto medico).

Cosa chiederete alle forze politiche impegnate nella prossima campagna elettorale? Mi potrebbe indicare cinque priorità?

Le 5 priorità che Cisl medici pone di fronte alla politica che verrà sono: 1) Qualsiasi maggioranza dovrà imprescindibilmente garantire un S.S.N. pubblico, universalistico, come sancisce l’articolo 32 della Costituzione; 2) Come ovvio ‘pendant’ dovranno esserci finanziamenti adeguati allo scopo. Dal 6,5 del PIL è vitale arrivare ALMENO all’8%, come negli altri Paesi civili; 3) Il Parlamento dovrà necessariamente “rivisitare” il Titolo V della Costituzione, per riequilibrare i poteri regionali ed evitare così una sanità ‘a velocità diverse’; 4) Occorre sbloccare il turn-over, con il conseguente stop al precariato e l’assorbimento negli organici di tanti colleghi sfruttati e mal pagati. Ci dovranno anche essere nuovi percorsi di formazione per le specializzazioni, con la previsione di quella in medicina generale; 5) La sicurezza nei luoghi di lavoro. Non fa quasi più notizia l’aggressione ad un medico. Non importa se si tratta di persone esasperate per l’attesa, o contrarie al vaccino, o maniaci che approfittano di colleghe sole in luoghi disagiati. Il medico dona la vita, non deve rischiarla”.

Che voto metterebbe in pagella per Letta, Renzi, Gentiloni, Padoan e Lorenzin?

“Giudizi sui politici? Il più vero sarà dato dagli elettori, tra poco. Comunque:

Enrico LETTA: ha continuato a tagliare i fondi della Sanità, come i suoi predecessori. La situazione economica non era certo florida, ma poteva e doveva reperire altrove le risorse. Voto 4

Matteo RENZI: siamo passabilmente convinti che per lui la sanità fosse solo un ‘fastidio’ e comunque dovesse venire dopo la scuola, le banche e tanti altri slogan. Voto 2

Paolo GENTILONI: come Platone con Socrate, ha continuato in pratica la ‘gestione Renzi’, con il positivo aspetto di aver almeno portato a termine qualcosa. Voto 5

Pier Carlo PADOAN: ha proseguito nella sua tenace opera di ‘tener chiusi i rubinetti’, anche se i soldi dati a pioggia come propaganda elettorale e i contributi all’industria si trovavano, eccome… Voto 4

Beatrice LORENZIN: un ministro che ha mostrato attenzione, ha aperto ove possibile tavoli di confronto. Purtroppo ha economicamente avuto ‘le ali tarpate’ dalle regioni e dal ministro Padoan, ma il suo impegno merita un 7 pieno.

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