Note di D'AntonI, Salute, Salute&Benessere, Sanità

Caregiver in Italia

8 milioni di persone assistono familiari, 1 su 3 senza supporto

Nella gestione del paziente ammalato non autosufficiente il caregiver è una figura fondamentale unica e preziosa. Generalmente sono parenti che sacrificano le loro attività lavorative e affetti per assistere i loro congiunti. Il 23 gennaio, presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano sono stati presentati gli esiti della ricerca PRIN 22, dedicata al capitale sociale e alle pratiche di cura. Un gruppo di sociologi si sono confrontati proprio sui risultati dello studio, che accendono i riflettori su un esercito silenzioso di circa 8 milioni di persone che prestano assistenza gratuita e volontaria nel nostro Paese. L’indagine, condotta su un campione nazionale, rivela una realtà complessa. Il 29% degli intervistati fornisce aiuto a persone vulnerabili almeno una volta a settimana. Il caregiver non è un compito solo per adulti, che rappresentano comunque una buona percentuale (56%), ma anche i giovani sotto i 35 (16,8%) e gli anziani (27,2%) fanno la loro parte. Quasi la
metà di chi svolge questo ruolo si occupa sia dell’assistenza fisica che di quella amministrativa. Il 15,1% si dedica esclusivamente alla burocrazia, mentre il 5,5% svolge un ruolo di puro coordinamento. Uno dei punti critici emersi è quello legato all’isolamento. Il 29,3% dei caregiver, infatti, non ha nessuno su cui poter contare nel momento del bisogno. Per chi invece di supporto ne ha, le figure chiave sono il coniuge (23,3%), fratelli o sorelle (17,7%), figlio o altri parenti ( 21% circa). Complessivamente, il caregiver in Italia resta una questione tipicamente familiare (circa due terzi dei supporti provengono infatti dai parenti stretti), mentre la fiducia nei servizi pubblici extra-sanitari fatica a superare lo scoglio del 50%. La ricerca propone di passare dal concetto di “caregiver” (quindi una singola persona, isolata) a quello del “caregiving”, che è invece un processo relazionale. L’obiettivo è costruire un welfare basato sulla cooperazione tra famiglie, associazioni e servizi pubblici, proprio in contemporanea al Governo, che lavora al nuovo disegno di legge per dare finalmente un inquadramento giuridico e tutele economiche a queste figure.
Auspichiamo che la legge in discussione al Parlamento possa essere approvata in tempi rapidi, per dare dignità e sicurezza economica a chi ha bisogno di sostegno, di assistenza soprattutto nei malati oncologici, nei pazienti con patologie croniche degenerative e negli anziani lungodegenti. Gli Adolescenti di oggi pensano al futuro con apprensione ma anche con senso di responsabilità. Sono consapevoli dei rischi del presente, ma non rinunciano a progettare, a credere nel cambiamento, a immaginare un domani migliore. È il ritratto degli adolescenti italiani delineato dalla ricerca del CREMIT (Centro di Ricerca sull’Educazione ai Media, all’Inno- vazione e alla Tecnologia) dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, promossa da Avvenire e da ScuolAttiva Onlus. Lo studio ha coinvolto 752 giovani tra i 16 e i 18 anni provenienti da tutta Italia.

Orazio D’Antoni

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